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Varianti e attributi: dove si rompe davvero un catalogo
Mille prodotti sono semplici. Gli stessi con tre taglie e quattro colori sono dodicimila combinazioni, ed è lì che nascono i feed rifiutati, la ricerca che non trova e le schede duplicate. I quattro modi in cui si rompe.
Un catalogo con mille prodotti e nessuna variante è semplice. Lo stesso catalogo con tre taglie e quattro colori per prodotto sono dodicimila combinazioni, e quasi tutti i problemi seri di un ecommerce nascono lì: nei feed rifiutati, nella ricerca che non trova, nelle schede duplicate, nei resi.
Che cos'è una variante, per chi deve leggerla
Per te una variante è la stessa maglietta in rosso. Per un motore di ricerca, per un feed pubblicitario e per un marketplace sono tre cose diverse, e le vogliono dichiarate in modi diversi.
La regola pratica: una variante è qualcosa che cambia il codice a barre e non cambia la decisione d'acquisto. Il colore di una maglietta è una variante. Una maglietta e una felpa dello stesso disegno non lo sono, anche se il gestionale le tiene insieme. Sbagliare questa distinzione produce schede che nessuno riesce a trovare, perché descrivono due prodotti diversi contemporaneamente.
I quattro modi in cui si rompe
Il codice a barre condiviso. Tutte le varianti con lo stesso codice, o senza codice. Da lì in avanti nessun canale riesce a distinguerle, e in Shopping vengono trattate come un prodotto solo o rifiutate in blocco.
L'attributo nel titolo invece che nel campo. "Maglietta cotone rossa XL" col colore e la taglia scritti solo nel nome. Per un umano è chiaro, per un filtro e per un feed non esiste: il campo colore è vuoto, quindi il prodotto non compare in nessuna selezione per colore.
La variante esaurita che affonda tutto il prodotto. Se la variante predefinita è esaurita, in diversi canali l'intero prodotto risulta non disponibile anche se dieci taglie su dodici sono in magazzino. È una perdita che non si vede, perché il prodotto c'è, semplicemente non viene mostrato.
Una scheda per variante. L'errore opposto: dodici pagine quasi identiche invece di una con dodici varianti. Si dividono i segnali fra dodici indirizzi, si crea contenuto quasi duplicato, e nessuna delle dodici si posiziona come farebbe una sola.
Gli attributi che vengono sempre dimenticati
Al di là di taglia e colore, ce ne sono quattro che mancano quasi ovunque e che servono di continuo.
Il materiale, scritto come dato. Non "tessuto pregiato": cotone 95%, elastan 5%. È filtrabile, è citabile, ed è una delle cose più cercate.
Le misure del prodotto, non della confezione. Confonderle è un classico, e produce resi da aspettativa.
La compatibilità. Su tutto ciò che si aggancia, si inserisce o si ricambia, è l'attributo che decide la vendita e che quasi nessuno dichiara in un campo.
L'unità di misura e la quantità. Una confezione da sei è un altro prodotto rispetto a uno singolo, e senza quel campo i confronti di prezzo diventano insensati, anche per i motori.
Perché non si sistema mai
Perché il lavoro è noioso, non è di nessuno, e non ha una data di scadenza. Nessuno viene valutato per aver riempito il campo materiale su tremila referenze, mentre tutti vengono valutati per la campagna lanciata questa settimana.
Ed è anche il motivo per cui è un vantaggio disponibile: chi lo fa ottiene un catalogo che i canali riescono a leggere mentre i concorrenti continuano a comprare traffico verso schede che i canali non capiscono.
Da dove si parte
Da un conteggio brutale: per ogni attributo importante, quanti prodotti ce l'hanno pieno. Non serve uno strumento, basta un'esportazione e un foglio di calcolo. Quasi sempre scopri che due o tre campi sono vuoti sull'ottanta per cento del catalogo, e sono sempre gli stessi che servono a tutto il resto.
Come lo risolve Uptonica
Product tiene attributi, varianti e traduzioni su un catalogo solo, condiviso dal vivo con contenuti, ads e chat. Gli stessi campi non vengono mantenuti in due posti che divergono.
Guarda cosa fa ProductDomande frequenti
Meglio una scheda con dodici varianti o dodici schede?
Una scheda con dodici varianti, nella grande maggioranza dei casi. Le eccezioni sono quando le varianti sono cercate come prodotti diversi e hanno domanda propria: in quel caso vale la pena la pagina dedicata, ma è una scelta da fare consapevolmente, non per come esce dal gestionale.
Se un prodotto non ha codice a barre?
Succede su prodotti artigianali, su misura e sui marchi propri, ed è previsto: esistono modi corretti di dichiarare che non esiste. L'errore non è non averlo, è lasciare il campo vuoto senza dirlo, perché a quel punto il canale non sa se manca o se non esiste.
Quanti attributi conviene avere?
Pochi e pieni su tutto il catalogo, meglio di tanti e pieni a metà. Un attributo compilato sul trenta per cento dei prodotti è peggio che non averlo: i filtri basati su di esso nascondono prodotti che invece sarebbero adatti.
Serve un PIM per gestire tutto questo?
Serve un posto solo dove i dati sono giusti, che a volte è un PIM e a volte è Shopify usato con disciplina. Il problema vero non è lo strumento, è che gli stessi attributi vengano mantenuti in due posti che divergono.
Le varianti pesano sulla velocità del sito?
Cataloghi con moltissime varianti possono appesantire le pagine di categoria, ma è un problema di implementazione del tema, non un motivo per ridurre le varianti. Ridurle per fare prima è risolvere un problema tecnico togliendo prodotti vendibili.
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