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Le pagine di categoria: le più visitate e le meno scritte

Sono le pagine più visitate dopo la home e le uniche che nessuno ha mai scritto. Rispondono alla domanda più comune di tutte, che non è “questo prodotto” ma “quale di questi”. Cosa metterci, e dove.

Su quasi tutti gli ecommerce le pagine di categoria sono le più visitate dopo la home, portano una quota importante del traffico di ricerca, e sono anche le uniche pagine del sito che nessuno ha mai scritto. Contengono un titolo generato dal nome della categoria e una griglia di prodotti.

È strano, perché sono anche le pagine che rispondono alla domanda più comune di tutte: non "questo prodotto", ma "quale di questi".

La domanda a cui rispondono

Chi arriva su una scheda ha già scelto. Chi arriva su una categoria sta ancora scegliendo, e vuole tre cose che una griglia non dà.

Come si scelgono. Quali sono i due o tre criteri che contano davvero in quella categoria, e quali sembrano importanti ma non lo sono.

Cosa cambia fra le fasce di prezzo. Perché uno costa trenta euro e un altro centoventi. Se non lo spieghi, chi compra usa il prezzo come unico criterio, e finisce spesso sul più economico o sul più caro per esclusione.

Cosa succede dopo l'acquisto. Manutenzione, ricambi, compatibilità futura. Sono le domande che bloccano gli acquisti ragionati e che nessuna scheda affronta perché riguardano la categoria, non il singolo prodotto.

Dove va il testo

C'è una tradizione brutta: il paragrafo di trecento parole infilato sotto la griglia, scritto per i motori e letto da nessuno. Non serve a niente, e si vede che non serve.

Quello che funziona è una guida breve sopra la griglia, di poche righe, che dice come orientarsi, più eventualmente qualcosa di più lungo in fondo per chi vuole approfondire. Sopra sta l'aiuto, sotto l'approfondimento. Non il contrario.

I filtri sono contenuto, non interfaccia

Qui c'è il collegamento che quasi nessuno fa: i filtri di una pagina di categoria funzionano solo se gli attributi dei prodotti sono pieni. Un filtro per materiale su un catalogo dove il campo materiale è vuoto sul settanta per cento dei prodotti non è un filtro rotto, è peggio: nasconde prodotti che sarebbero adatti.

E i filtri più usati dicono cosa rendere una categoria a sé. Se nella categoria "zaini" il filtro più usato è "per laptop", quella è una pagina che dovrebbe esistere, con il suo indirizzo e il suo testo, invece di essere una combinazione di filtri che nessuno può linkare né trovare su Google.

Il problema tecnico da non ignorare

Ogni combinazione di filtri e di ordinamenti genera in genere un indirizzo diverso, e su un catalogo con qualche attributo le combinazioni sono migliaia. Lasciate libere, producono un'enormità di pagine quasi identiche, e i motori le trattano per quello che sono: rumore.

La regola pratica è scegliere: poche combinazioni che hanno una domanda vera diventano pagine indicizzabili, con testo proprio; tutte le altre restano strumenti di navigazione e si dichiarano come tali. Farle indicizzare tutte è il modo piu' rapido di diluire un sito.

Cosa si può fare in un pomeriggio

Prendi le cinque categorie che portano più traffico e aggiungi a ognuna tre righe sopra la griglia che dicano come si scelgono quei prodotti. Poi guarda quali filtri vengono usati di più e quali attributi sono vuoti.

È un lavoro modesto e produce due risultati insieme: pagine che aiutano chi le legge, e la lista dei campi da riempire nel catalogo.

Come lo risolve Uptonica

Product riempie gli attributi su tutto il catalogo, ed è la condizione perché i filtri di una categoria funzionino davvero. Content scrive il testo delle pagine di categoria partendo dagli stessi dati, non da un prompt generico.

Guarda cosa fa Product

Domande frequenti

Quanto testo serve su una pagina di categoria?

Poco e in alto. Tre o quattro righe utili sopra la griglia valgono più di trecento parole sotto. Se hai qualcosa di lungo da dire su quella categoria, probabilmente è una guida a sé, che linki dalla categoria.

Meglio tante categorie strette o poche larghe?

Tante strette, ma solo dove esiste una domanda. Una categoria creata perché sembra ordinata nel menù, e che nessuno cerca, è una pagina in più da mantenere senza nessun ritorno.

Le pagine di categoria competono con le schede?

Rispondono a domande diverse, quindi in genere no. Una categoria risponde a "quale", una scheda a "questo". Competono solo quando la categoria è così stretta da contenere un solo prodotto, e in quel caso conviene scegliere quale delle due tenere.

I prodotti esauriti vanno tolti dalla categoria?

Non subito e non in silenzio. Un prodotto esaurito ma in arrivo vale più mostrato con la data che nascosto, perché intercetta chi lo stava cercando. Quello che va evitato è il vuoto senza spiegazione.

Serve riscrivere anche le categorie che non portano traffico?

Non per prime. Ma attenzione all'ordine del ragionamento: alcune non portano traffico perché non lo meritano, altre perché non hanno mai avuto una riga di testo. Le seconde valgono, e si distinguono guardando se qualcuno cerca quel tema.

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