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Le immagini della scheda prodotto: quelle che bloccano e quelle che vendono

Le immagini fanno due lavori che quasi nessuno separa: convincere una persona e superare i controlli di un canale. La foto perfetta per il primo è spesso quella che fa rifiutare il prodotto sul secondo.

Le immagini di una scheda prodotto fanno due lavori che quasi nessuno separa: convincere una persona e superare i controlli di un canale. Sono lavori diversi, con regole diverse, e la foto perfetta per il primo è spesso quella che fa rifiutare il prodotto sul secondo.

Le quattro cose che fanno rifiutare un prodotto

Le sovrapposizioni promozionali. Il badge "-30%", la scritta "Novità", la cornice col logo. Sui canali pubblicitari non sono ammesse, e quasi mai qualcuno le ha messe apposta: arrivano dal tema o da un'app che le sovrappone a valle, quindi nel gestionale la foto è pulita e online non lo è.

Il segnaposto. L'immagine "foto in arrivo" caricata mesi fa e mai sostituita. Non solo fa rifiutare: dice a chi arriva che quel prodotto non lo segue nessuno.

Il prodotto troppo piccolo nell'inquadratura. Una foto d'ambiente bellissima in cui l'oggetto occupa un ottavo dello spazio funziona su Instagram e viene scartata come immagine principale, perché non si capisce cosa si vende.

Il collage. Più viste nella stessa immagine, o testo che elenca le caratteristiche dentro la foto. Per un umano è comodo, per un canale è un'immagine non conforme e per un motore è illeggibile.

La prima immagine ha una regola sola

Deve far capire cos'è l'oggetto in un decimo di secondo, su uno schermo grande come un francobollo, in mezzo ad altre venti.

Il che significa: prodotto grande nell'inquadratura, sfondo neutro, nessun testo, nessun elemento che distrae. Le foto d'ambiente, i dettagli, la vita reale vengono dopo, e valgono moltissimo: semplicemente non sono la prima.

Quelle che riducono i resi

Qui si passa dal canale alla persona, ed è dove le immagini producono il ritorno più concreto.

Un riferimento di scala. Il singolo intervento più efficace su intere categorie. Un oggetto noto accanto al prodotto, una mano, l'altezza della modella con la taglia indossata. Senza scala, chi compra immagina, e chi immagina a volte sbaglia e rende.

Il colore onesto. Una foto ritoccata per essere più bella del vero produce un reso quasi garantito. Vale la pena aggiungere una nota quando un colore è difficile da rendere.

Il dettaglio del materiale. Una macro della trama o della finitura dice cose che nessun aggettivo trasmette, ed è quello che le persone cercano quando non possono toccare.

Cosa c'è nella confezione. Una foto con tutti i pezzi inclusi toglie una delle domande più frequenti in assoluto e uno dei motivi di reso più stupidi.

La parte tecnica che costa velocità

Le immagini sono quasi sempre la cosa più pesante di una scheda, e la velocità conta sia per chi compra sia per chi indicizza.

Tre cose bastano quasi sempre: formati moderni al posto di JPEG enormi, dimensioni dichiarate nel codice per evitare che la pagina salti mentre carica, e il caricamento differito per tutto quello che sta sotto la piega, escluso il primo scatto, che invece deve arrivare subito.

Il salto di layout mentre le immagini caricano è particolarmente costoso: fa cliccare la cosa sbagliata, ed è il tipo di fastidio che non viene segnalato da nessuno, viene solo abbandonato.

Il testo alternativo, e a cosa serve davvero

L'attributo alt esiste per chi non vede l'immagine: persone che usano un lettore di schermo, e macchine. Serve una descrizione di cosa c'è, non un elenco di parole chiave.

"Zaino nero impermeabile 30 litri, vista frontale" è utile a entrambi. "zaino zaini zaino scuola zaino lavoro offerta" non è utile a nessuno ed è esattamente il tipo di cosa che i motori hanno imparato a ignorare vent'anni fa.

Come lo risolve Uptonica

Product tiene insieme dati e contenuti della scheda, compresi i testi alternativi delle immagini, e rigenera il feed perché quello che arriva al canale corrisponda alla pagina. Le regole dei canali cambiano: il catalogo resta uno.

Guarda cosa fa Product

Domande frequenti

Quante immagini servono per prodotto?

Abbastanza da rispondere alle domande visive: cos'è, che dimensioni ha, com'è fatto da vicino, cosa c'è nella confezione. Su molti cataloghi sono quattro o cinque. Quaranta foto quasi identiche non aiutano nessuno e rallentano la pagina.

Il video sostituisce le foto?

Le integra, non le sostituisce. Il video è ottimo per mostrare un prodotto in uso o le dimensioni reali, ma non può essere l'immagine principale di un feed, e molte persone non lo fanno partire.

Le foto dei fornitori vanno bene?

Funzionano per i controlli e non per distinguersi: se tutti i rivenditori usano le stesse foto, nessuno di voi ha un vantaggio. Aggiungere anche solo due scatti propri, con scala e dettaglio, è uno dei lavori a più alto rendimento su un catalogo rivenduto.

Serve lo sfondo bianco?

Non ovunque, ma è quello che più difficilmente viene rifiutato ed è anche quello che rende il prodotto leggibile in una griglia. Per la prima immagine è la scelta prudente; per le altre si può fare quello che si vuole.

Le immagini contano per i motori che rispondono?

Indirettamente. Un motore che costruisce una risposta lavora sul testo e sui dati, non sulla foto. Ma il testo alternativo e il nome del file sono testo, e sono la parte di un'immagine che una macchina riesce a leggere.

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